I nostri modelli abitativi

Percorsi di autonomia pensati per i bisogni e le possibilità di ogni persona. Ogni appartamento è un ambiente stabile, prevedibile e progettato per favorire decisioni, routine e partecipazione.

La ricerca scientifica mostra che piccoli contesti abitativi migliorano autonomia, benessere e qualità della vita.

Perché il cohousing

Vivere in cohousing permette di esercitarsi in contesti protetti ma realistici: confrontarsi con i pari, condividere responsabilità, sperimentare la collaborazione. Questo incrementa le competenze sociali e riduce il rischio di isolamento.

Oggi la maggior parte degli adulti autistici vive in famiglia o in luoghi non pensati per loro. Non perché “non ce la fanno”, ma perché i contesti non sono pronti. La Casa Accanto nasce per cambiare questa storia.

Metodologia

Il nostro modello si fonda sull’Analisi del Comportamento Applicata (ABA) nella sua evoluzione moderna: un approccio evidence-based che sostiene lo sviluppo delle competenze adattive.

Il nostro riferimento è un’ABA naturalistica e rispettosa, centrata sulla persona, attenta alle sue strategie e ai suoi modi di comunicare.

Crediamo che l’apprendimento sia più efficace quando nasce da esperienze quotidiane significative:

Insegniamo abilità nel contesto in cui verranno usate

Lavoriamo sulla generalizzazione, non sulla performance

Utilizziamo rinforzi naturali e motivazioni personali

Promuoviamo coerenza tra casa, famiglia e comunità

Il quartiere

Il progetto si sviluppa nel quartiere INA-Casa di Piacenza, costruito nell’ambito del Piano Fanfani con un approccio “a misura d’uomo”.

Il luogo conta. L’autonomia si costruisce anche fuori, in un quartiere che ti riconosce e ti saluta. Il nostro logo è ispirato alle mattonelle caratteristiche del quartiere: un segno visivo che racconta il nostro legame con il territorio.

Per le famiglie

Il supporto alla famiglia fa parte del percorso. Lasciare andare un figlio è difficile per tutti i genitori. Per le famiglie con un figlio autistico è ancora più complesso: si tratta di sicurezza, routine, supporti, equilibrio emotivo.

La Fondazione coinvolge le famiglie in modo attivo, perché nessun percorso di autonomia può essere efficace se rimane scollegato dalla storia e dai desideri di chi conosce la persona da sempre.

Mio figlio riuscirà a vivere da solo?

Ogni persona ha un percorso unico. Il nostro compito è capire insieme qual è il massimo livello di autonomia possibile.

Come faccio a fidarmi?

La trasparenza è il nostro valore principale: la famiglia è sempre parte attiva, informata e rispettata.

Quanto dura il percorso?

Dipende dagli obiettivi e dalla valutazione periodica.

Cosa succede se mio figlio non si adatta?

Il percorso viene rimodulato, mai forzato.

Ci sono orari rigidi?

No. Esistono routine prevedibili ma flessibili.

Ci sono limiti di età?

Il progetto è per giovani adulti e adulti, tipicamente dai 18 anni in su.

La stanza è personale?

Sì, ogni persona ha uno spazio privato che può personalizzare.

Come vengono gestite le crisi?

Con strategie di regolazione, protocolli di sicurezza e personale formato.

È possibile rientrare in famiglia nei weekend?

Sì, la frequenza viene concordata insieme.

Più case, più futuro

Con il tuo aiuto possiamo aprire nuovi appartamenti e accogliere chi oggi è in lista d’attesa.