Cos'è l'autismo

Cosa significa autismo per noi

La maggior parte degli adulti autistici non vive autonomamente, spesso non per mancanza di capacità, ma perché mancano contesti adeguati. L’autonomia non è un traguardo universale: è un’opportunità da costruire insieme.

Una condizione del neurosviluppo, non una malattia

L’autismo è una forma di neurodivergenza che riguarda il modo in cui si percepisce il mondo, si comunica e si costruiscono relazioni.

La diagnosi non definisce una persona, ma serve a comprendere meglio il suo funzionamento, identificare bisogni e punti di forza, progettare sostegni adeguati e costruire un percorso di vita più giusto.

Ogni persona autistica ha risorse proprie che vanno riconosciute, rispettate e valorizzate.

Il nostro approccio

Alla Casa Accanto parliamo di autismo con rispetto e concretezza

Rispetto dell'identità

Non riduciamo la persona alla diagnosi. Non imponiamo modelli di indipendenza irrealistici

Autonomie personalizzate

Costruiamo autonomie basate sulle preferenze individuali, valorizziamo interessi e strategie personali

Benessere al centro

Promuoviamo contesti che riducono stress e favoriscono benessere in tutte le dimensioni della vita

Accompagnamento

L'autismo non va "normalizzato": va compreso, accompagnato, sostenuto. Ogni giorno, con rispetto

La neurodivergenza è una risorsa

La società ha bisogno di menti diverse per affrontare problemi diversi. Essere diversi non è il problema. Il problema è vivere in ambienti che non prevedono quella diversità.

Il cervello umano non ha un solo modo di funzionare. Ne ha tantissimi. E questa variabilità non è un problema da correggere, ma una realtà da rispettare.

Chiediamo a scuole, servizi, comunità e luoghi di lavoro di diventare più accessibili e flessibili. Perché spesso non è la diversità il problema. È l’ambiente.

Consideriamo la neurodiversità non come qualcosa di speciale, ma come qualcosa di profondamente umano.

La neurodiversità

non dice:
le diagnosi non servono.

dice:
le diagnosi servono, ma non definiscono tutto.

Le persone non sono il loro disturbo.

Miti da sfatare

L’autismo è una condizione complessa e diversa da persona a persona. Purtroppo continua a essere circondato da idee sbagliate che generano paura e aspettative irrealistiche.

Mito
Realtà

Le persone autistiche non provano emozioni

Provano emozioni intense, spesso più delle persone neurotipiche. La difficoltà può essere esprimerle o regolarle, non provarle.

Mito
Realtà

Non vogliono socializzare

Spesso desiderano relazioni, ma con modalità e tempi diversi. Non è mancanza di interesse: è differente gestione dell'energia sociale

Mito
Realtà

È causato dall'educazione

L'autismo ha basi neurobiologiche. È una condizione innata, non generata da traumi o stile educativo.

Mito
Realtà

È una malattia da cui si guarisce

Non è una malattia. I supporti non servono a "normalizzare", ma a migliorare benessere e partecipazione.

Mito
Realtà

Sono tutti uguali

Esiste un'enorme diversità interna allo spettro. Per questo gli interventi devono essere personalizzati.

Mito
Realtà
 Non possono vivere da soli

Molte persone possono vivere in modo indipendente se supportate. L'autonomia è graduale, non un "tutto o niente"

Mito
Realtà

Non capiscono gli altri

Comprendono in modo diverso, non assente. È il "double empathy problem": fraintendimenti reciproci tra autistici e neurotipici.

Mito
Realtà

Sono aggressivi

I comportamenti intensi derivano da ansia o sovraccarico sensoriale. Con ambienti adeguati diminuiscono drasticamente.

Mito
Realtà

Autismo significa solo decifit

Ogni persona ha punti di forza unici: attenzione ai dettagli, memoria, onestà, creatività, perseveranza.

Perché è importante sfatare questi miti

Capire l’autismo significa capire la persona.
E capire la persona permette di sostenerla davvero.

Seguici per contenuti di divulgazione

Approfondimenti, risorse e storie dal mondo dell’autismo adulto